Peacefull Places

Esperienza/Installazione partecipativa con Visore VR

E’ un viaggio virtuale nel contatto, nell’abbraccio, in quel calore fisico che tanto ci manca e che ci spinge a ricercare strade digitali di compensazione. In un momento storico così faticoso per i nostri corpi, le artiste si domandano come stia cambiando la confidenza fisica in tempi pandemici.

L’idealizzazione del contatto, in contrasto con la paura ad avvicinare gli altri, solleva diverse domande: come godere dell’esperienza fisica che tanto temiamo? Riusciremo a toccarci quando finirà questo momento storico? Come
prepararci a tale momento? E come non perdere memoria di tale ricchezza? Quando potremo permetterci di abbracciare uno sconosciuto con fiducia?

Al posto dell’immagine bodies as weapons, che è stata restituita da diversi pensatori per definire il rapporto con l’altro oggi, proponiamo l’immagine di bodies as peaceful places: dopo aver scansato tanti corpi nell’ultimo anno finalmente la possibilità di andargli incontro e di essere
accolti.

La realtà virtuale in questo senso diventa uno strumento per “aumentare” l’esperienza fisica, ma anche lo strumento di apprendimento di un linguaggio fisico da un visore VR (Virtual Reality).

Verranno messi a disposizione del pubblico dei visori per viaggiare nel contatto fisico e nel movimento, in una sorta di installazione partecipata in cui i materiali per muoversi sono dati in tempo reale dal visore.

Il laboratorio è inserito in un progetto che coniuga danza e realtà virtuale e che esplora il linguaggio del VR come strumento per studiare e “aumentare” un gesto apparentemente banale, ma anche come possibilità di creare un’esperienza emotiva e coinvolgente.
Il progetto con il visore VR potrà essere fruito, in anteprima, alla conclusione del laboratorio.

A cura di Margherita Landi e Agnese Lanza

Progetto selezionato tramite Open Call Richiedo asilo artistico da Festival Contaminazioni Digitali, Dialoghi / Residenze delle arti performative a Villa Manin e Pim Off (Milano)

Margherita Landi e Agnese Lanza lavorano come danzatrici e portano avanti le proprie ricerche artistiche che condividono importanti punti di contatto, come l’interesse per il focus e la concentrazione, ma valorizzando al contampo le loro specificità: Agnese sviluppa ricerche sulla meccanica del corpo, sull’attenzione e la semplicità del gesto; Margherita invece si focalizza sui rituali umani in rapporto alle tecnologie.

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durata circa 8 minuti

Piazzale Faidutti

durata circa 8 minuti

Piazzale Faidutti

Durata circa 8 minuti

Parco dell'Isonzo

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